SempliceMente Lu

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domenica 2 dicembre 2012

Torta di mele

Che questo non sia un blog di cucina è palese ma chissà com'è gli ultimi post sono tutti di ricette (e per forza che non riesco a dimagrire neanche di un'etto!!!!) Il fatto è che non riesco a fare a meno, quando sento parlare di cibo in generale, dolci in particolare, di chiedere la ricetta .... questa ad esempio mi è stata gentilmente donata proprio ieri dalla mamma di un compagnetto della Principessa, e dopo averla provata ed approvata passo alla trascrizione nonché condivisione della ricetta:

4 mele ben mature
4 uova
120 gr zucchero
120 gr burro
220 gr farina
1 bustina lievito
1 bicchiere di latte

Sbucciare le mele e immergerle nel latte. Dividere i tuorli dagli albumi, e montarli con lo zucchero, aggiungere il burro, unire la farina, il lievito e il latte dove sono state immerse le mele. Montare gli albumi a neve ferma ed aggiungerli al composto ed infine aggiungere le mele.
Infornare a 170° per 25 minuti.

Ed ecco come ho eseguito io la ricetta (tra parentesi  dubbi, incertezze, perplessità):
Ho preso il bicchiere di latte (si...ma da quanto il bicchiere???.... ok il primo a portata di mano è da circa 200 cc vada per questo ...), sbucciato la prima mela ( .... dunque la ricetta dice: "immergerle nel latte" ma a fette, a quadrati ..... ??? vada per le fette ... ma mica ci entrano quattro mele a fette in un bicchiere.... meglio un contenitore più capiente dove travasare il tutto) e proseguito con le altre mele. Ho montato gli albumi (con un pizzico di sale) a neve ferma e messo da parte. Ho cominciato a montare i tuorli con lo zucchero per qualche minuto poi aggiunto il burro (ehm ma il burro ci andrà a pezzi oppure sciolto?? Forse avrei dovuto lasciarlo un pò a temperatura ambiente.... si ma ormai è fatta come aggiungo il burro?? Ovvio: lo aggiungo dopo averlo messo in una tazza e  passato 40 secondi al microonde e sbattuto con la frusta prima di aggiungere al composto di tuorli e zucchero)  e continuato a montare giusto un minutino. Ho aggiunto la farina setacciata col lievito (.... ma.... la ricetta non parla di aromi....mica posso fare una ricetta senza aggiungere qualche aroma, in dispensa mi ritrovo cannella: ok un pizzico è perfetta; un mix di bucce di arance dolci e amare essiccate e frullare: ok anche per questa; estratto di anice stellato - ottenuto lasciando macerare i fiori di anice stellato nell'alcool per liquori - ok ma questo lo mischio al latte e mele ... giusto un cucchiaino; estratto di vaniglia - ottenuto lasciando a macerare un baccello di vaniglia nell'alcool - ok ma anche questo un cucchiaino e anche questo nel latte e mele) e, dopo aver tolto le mele, il latte (il quantitativo va bene!!). A questo punto aggiungere delicatamente gli albumi e per ultimo le mele. Mettere nello stampo ( .... da quanto lo stampo??? Uff!! Ci stiamo avvicinando al Natale quello a forma di albero è perfetto..... no è piccolo.... e con l'impasto che avanza...vediamo dovrei avere uno stampo da 18 cm di diametro ok del resto due è meglio che one!!!).
Infornare a 170° per 25 minuti (pochi...lo spaghetto è ancora bagnato... mettiamone altri 10 .... e ancora 10... ricapitolando infornare x circa 50 minuti coprendo dopo i primi 25 se si scurisce troppo. Forse 25 minuti sarebbero bastati se avessi usato una teglia più capiente e l'impasto fosse venuto più basso).
Far raffreddare (almeno intiepidire) Sformare.... con l'albero c'è stato qualche incidente di percoso...evidentemente avrei dovuto imburrare e infarinare meglio la teglia.... con lo stampo tondo è andata benone (bella forza trattasi di stampo a cerniera per altro rivestito di carta forno ;p ) cospargere di zucchero a velo e mmmmmhhhmmm ..... che buona!!!!





sabato 24 novembre 2012

Maccheroni col ferretto

Sono sposata col Papino da ormai 13 anni ma devo dire (e con piacere) che non smetterà mai di stupirmi, in campo culinario ad esempio ultima (ma solo in ordine cronologico) la scoperta della sua innata capacità a fare i maccheroni col ferretto un formato di pasta tipico della nostra regione (la Calabria ....se non si fosse ancora capito ;p)
Per chi volesse cimentarsi nell'impresa ecco la ricetta:

500 gr semola rimacinata
250 gr circa di acqua (aggiungerla un pò alla volta perchè il quantitativo dipende molto dalla capacità di assorbimento della semola; l'impasto deve risultare sodo ma mantenere una buona elasticità utile nella fase di formatura... almeno per quanto mi riguarda... il Papino inutile dirlo fa dei maccheroni perfetti anche le volte in cui sbaglio la consistenza dell'impasto, esagerata?? Chiedetelo alla mia amica gingolotta che ha assistito "live" dando, assieme alla famiglia,  il suo contributo ;p)

Impastare bene semola ed acqua fino ad ottenere una pasta soda. Farla riposare circa 15 min. dopo di che procedere a dar forma ai nostri maccheroni:
Prendere la  pasta un pò per volta (il resto lasciarla coperta altrimenti si asciuga) formare un cordoncino e tagliarlo a tocchetti di circa 3-4 cm;  con l'aiuto di un ferretto (i nostri sono degli spiedini da involtino a sezione tonda a cui hanno gentilmente tolto punta e "testa", c'è chi usa dei ferri da calza, chi i ferri ricavati da vecchi ombrelli, insomma spazio all'arte di arrangiarsi con quello che si trova a disposizione) dare la forma:
Poggiare il ferretto sopra il tocchetto di pasta, premere leggermente e stendere col palmo della mano in modo da allungare la pasta avvolgendola attorno al ferretto; e fin qui tutto ok






Ora viene il bello:  sfilare il maccherone che si è formato senza rovinarlo (una buona consistenza dell'impasto di base aiuta molto in questa fase, altrimenti basta avere una predisposizione innata come il Papino di cui sopra).

Continuare in questo modo fino all'esaurimento dell'impasto (di solito io continuo fino al mio di esaurimento ... poi cedo le armi all'esperto ;p)
Cuocere in abbondante acqua salata (7-8 min.circa)


Condire a piacere ( io li preferisco col ragu' "classico"* la tradizione calabrese vorrebbe il ragù di capra)



*classico per noi è il ragù del Papino di cui un giorno vi racconterò :D

venerdì 23 novembre 2012

I biscotti della signora Caterina: Papassini

Ancora biscotti, ancora una ricetta della signora Caterina , questa volta tipici algheresi

I Papassini:

Per i biscotti
1 kg farina 0
500 gr semola rimacinata
650 gr zucchero
700 gr strutto a temperatura ambiente (se si tiene fuori dal frigo già dalla sera prima è meglio)
2 uova (medio - piccole)
400 gr di latte
1 bustina vanillina
40 gr ammoniaca x dolci
4 arance (solo la buccia grattuggiata)
8 gr di anice stellato in polvere
1 fialetta di aroma di arancia
750 gr di mandorle
1 pizzico di sale.

Per la glassa:
65 gr acqua
1 albume (se le uova sono piccole anche 2)
250gr di zucchero

La sera prima preparare le mandorle: spellarle, tritarle grossolanamente, e tostarle bene in forno).

Il giorno dopo:
In una ciotola setacciare le farine (ad Alghero la signora usa un solo tipo di farina: il semolato che qui non ha trovato e lo ha "ricreato" unendo questi due tipi di farine), aggiungere lo zucchero, lo strutto, le uova, la vanillina, l'anice, la buccia e l'aroma delle arance, il sale.
In una tazza capiente far scaldare molto bene il latte senza però farlo bollire, aggiungere l'ammoniaca mescolare bene e versare sugli altri ingredienti.
Iniziare ad impastare


Aggiungere le mandorle un pò per volta sempre impastando in modo da distribuirle uniformemente su tutto l'impasto.


Dopo aver amalgamato bene tutti gli ingredienti, stendere l'impasto un pò per volta col mattarello a circa 1/2 cm di spessore tagliare a strisce e poi da ciascuna striscia ricavare dei rombi


Sistemare sulle teglie coperte di carta forno
Infornare in forno caldo 180° ventilato per 6-8 minuti  (devono risultare ben dorati)


Preparare la glassa:

Montare l'albume a neve 
In un pentolino mettere (a fiamma dolce) l'acqua e lo zucchero portare a bollore e sempre mescolando lasciare bollire 2-3 minuti.
Versare a filo  lo sciroppo così ottenuto sull'albume montanto e continuare a montare con le fruste. Aggiungere (sempre montando) 1/2 bicchierino di succo di limone e a piacere un pò di anetolo (noi non ce l'avevemo...già abbiamo fatto i salti mortali per trovare l'anice stellato) continuare a lavorare fino ad ottenere una glassa bianca e lucida.
Usare detta glassa per "abbellire" i biscotti si possono anche arricchire con  i "diavolini" colorati o altro che ci si ritova in casa. 

Glassare e infornare nuovamente funzione grill finché la glassa non si sarà asciugata completamente (toccandola con il  dito non "crolla" ma risulta ben dura)
 Note: glassate un pò per volta in modo da infornare subito i biscotti glassati altrimenti la glassa si opacizza leggermente



Per chi volesse evitare la fase di glassatura può passare i rombi appena tagliati nello zucchero semolato, poi disporli sulla teglia e informarli.

Sono buonissimi in entrambe le versioni ;p

giovedì 22 novembre 2012

I biscotti della signora Caterina: Gli amaretti

Vi ricordate della signora Caterina ?? Ebbene a settembre  ho avuto il piacere di passare del tempo con lei, che,  gentilissima come sempre  ha condiviso con me qualcun'altra delle sue ricette.
 La ricetta degli amaretti è molto simile a quella dei pasticcini alle mandorle l'unica variente è che vengono eliminati i liquori e sostituiti dalle mandorle amare.

Gli amaretti (ricetta della sig.ra Caterina)

1 kg di mandorle "dolci" (quelle che si trovano comunemente in commercio)
500 gr di mandorle amare (io le ho ridotte a 100 gr sia per la difficoltà nel trovare detto prodotto sia perché
                                         hanno un sapore molto forte che caratterizza parecchio)
la buccia di 4/6 limoni  dipende dalla grandezza (ma chi ama il profumo del limone può tranquillamente
                                                                          abbondare)
1,5 Kg di zucchero (come si può notare corrispondono al totale delle mandorle per cui se si riduce la quantità delle mandorle amare ridurre anche lo zucchero).
 14 albumi ( circa, controllare la consistenza che deve essere piuttosto morbida, spero si capisca dalle foto 
                per quanto pessime) 

La sera prima
Lavare le mandorle e lasciarle in ammollo 10/15 min. Scolare, asciugare e tritare finemente (la signora usa il tritacarne, io ho usato il mixer) insieme alla buccia dei limoni. Aggiungere lo zucchero e continuare a frullare per amalgamare bene il tutto. Mettere il composto così ottenuto in una ciotola capiente aggiungere gli albumi poco per volta per potersi regolare con la consistenza (deve essere "umido" e morbido - a me ricorda un pò la consistenza della mela grattuggiata) e impastare (come per fare le polpette). Coprire e lasciar riposare tutta la notte.

Il mattino dopo
Verificare la consistenza, se necessario aggiungere dell'altro albume.
A questo punto si può procedere in due modi:
  1. Con l'aiuto della sac a poche col beccuccio liscio e grande
  2. A mano: si formano delle "polpette" che si passano, schiacciando leggermente, nello zucchero semolato. 
Sia nel primo che nel secondo caso poggiarle direttamente sulle teglie ricoperte di carta forno.


Infornare in forno caldo a 160°c ventilato per 20 min circa (non devono scurirsi ma colorarsi leggermente)




Vi consiglio di provarli sono buonissimi... e se volete qualche idea per consumare i tuorli avanzati prossimamente vi darò due ricette (stavolta non di dolci ma di liquori sempre "tratti" dalla stessa fonte ;p )

martedì 6 novembre 2012

I RIMEDI DELLA NONNA

Contro l'ACNE:

grattuggiare una patata ed applicarla sulla parte interessata, lasciare agire qualche minuto, quindi, risciacquare.

Questo consiglio ci è stato gentilmente elargito da nonna Giù domenica u.s. sembra che sia stato utilizzato con successo da lei medesima ancora infante, tramandato al Papino adolescente e ora trasmesso alla nipote "8enne" che a detta del pediatra soffre di acne giovanile o_O (oltre alle mezze stagioni stiamo perdendo pure le età di riferimento!!!!) 

Dopo soli due giorni di applicazione (e, per un lasso di tempo irrisorio visto che la fanciulla tollera mal volentieri detto frullato spalmato in fronte) devo riconoscere che già stiamo notando qualche risultato, cosa non avvenuta dopo un mese di cura con un intruglio medicamentoso e costoserrimo (17,90 euri) prescritto dal pediatra di cui sopra.

Provare per credere.... anche perché come dice la nonna "Se bene non fa,  male neanche" (certo salvo casi conclamati di allergie alle patate ;p)


mercoledì 31 ottobre 2012

lunedì 29 ottobre 2012

Sto tornando.....

Una minaccia in perfetto stile Halloween o un impegno???!!!???
Staremo a vedere..... intanto un assaggio dei nostri preparativi per la festa più spaventosa dell'anno!!!
A PRESTO!!!! 



 

sabato 26 maggio 2012

giovedì 22 marzo 2012

Carving in the kitchen: la dodicesima ricetta

Ieri sera, dopo aver preparato la bozza con la ricetta per il contest , ho chiesto al Papino seduto accanto a me a guardare la partita:
- Amore, tu che titolo daresti a questa scultura?
Lui dopo averla guardata qualche minuto mi ha risposto placidamente: "L'Abbandono"
Confesso che sono rimasta alquanto perplessa:
"L'abbandono? Come l'abbandono? Perché l'abbandono?"
 E lui: " Perché non c'è niente di più bello di un fiume, un pescatore e una canna..."
A questo punto mi è stato tutto più chiaro...non l'abbandono inteso come l'andare via per sempre da qualcuno, ma l'abbandono nel senso di lasciarsi andare a  qualcosa dimenticando la frenesia e le preoccupazioni del vivere quotidiano.  Lui non si è lasciato distrarre dal contesto, lui si è immedesimato con lo stato d'animo del pescatore, mentre il mio sguardo è stato catturato dai colori sgargianti della barca e dell'acqua, il suo è andato oltre cogliendo  il piacere che il pescatore trae nel "vivere" questa sua passione. Quella che per me è una posizione scomoda, innaturale  (sia per quanto concerne il pescatore che la mano) per lui è uno stato di abbandono di rilassamento....
Inutile dire che mi ha convinto (del resto è lui l'esperto in materia) ...quindi è ufficiale...per noi il titolo della dodicesima scultura di Stefano Bianco è "L'Abbandono"

 



E visto che il mio  "pescatore di fiducia " del quale avevo già parlato in un paio di occasioni ,  qualche sera fa è tornato dal suo "rendez-vous" col mare portando a casa un altro bel calamaro non ho avuto dubbi su cosa utilizzare per la ricetta da abbinare ;)


 
CALAMARO RIPIENO
Ho pulito il calamaro e ho scottato velocemente in padella (senza olio nè altro)  la "testa" - non so se effettivamente sia necessario io lo faccio perché mi da la sensazione che questo procedimento faccia assumere la dimensione definitiva alla testa (si chiamerà così??) evitando  che durante la cottura si restringa facendo fuoriuscire il ripieno... alle vere cuoche l'ardua sentenza sulla "veridicità" di questa mia "presunzione" ;)   - ho passato anche i tentacoli in padella con un pò d'olio per farli insaporire. Ho messo nel mixer un panino raffermo, i tentacoli, un pomodorino, del parmiggiano e qualche fogliolina di basilico che ancora incredibilmente si trova sulla mia piantina; ho frullato il tutto e ho riempito il calamaro chiudendo l'estremità con uno stecchino.

In una pentola ho appassito una cipolla tagliata ad anelli sottili con l'olio e una foglia di alloro.
Ho aggiunto il calamaro rigirandolo da tutti i lati ed ho sfumato con del buon vno bianco.




Ho aggiunto il passato di pomodoro  e fatto cucinare a fuoco dolcissimo per circa 40 minuti rigirandolo di tanto in tanto e aggiustando  di sale.



Col sugo abbiamo condito le spaccatelle (mia figlia ha una "morbosa" predilezione per questo formato di pasta) e il calamaro affettato è stato un ottimo secondo!!

Che dire....traggo spunto dalla scultura per augurare a tutti "VENTO IN POPPA"  ;D 

giovedì 8 marzo 2012

8 MARZO: FESTA DELLA DONNA

AUGURI!!!

E con questi lavoretti, anche se con un pò di ritardo partecipo all'iniziativa del blog Priorità e Passioni


I nostri fiori???....Naturalmente mimose...

"cuoriciose"

"paillettose"


"glitterose"

Buona festa della donne a tutte le donne!!!!

lunedì 27 febbraio 2012

Carving in the Kitchen: l'undicesima ricetta


Ed eccomi qua, nonostante il termine per la presentazione della ricetta sia stato prorogato di qualche giorno ci tenevo ad onorare la scadenza  effettiva (connessione permettendo!!!!) anche perché lo confesso avevo ben in mente già da tempo sia il titolo "Sfaccettature" che la pietanza  "zucca fritta in crosta di pane" mancava solo il tempo di mettermi al computer a scrivere il post.
Stavolta mi sono fatta guidare dall'impatto visivo:  una sola testa (zucca) ma tante facce con espressioni diverse - occhi aperti, occhi chiusi, espressione corrucciata, ecc.- (sfaccettature) infine a differenza delle opera che l'hanno immediatamente preceduta questa ha "perso" i colori a favore di una sfumatura che a me ricorda tanto la miscela di farina per fare il pane che ho acquistato al mulino  recentemente scoperto a pochi km da casa mia.
Ed ecco la ricetta (anche se definirla così è una parolona.... ma del resto qualche concessione va pur fatta ad un blog evidentemente non di cucina ;D)



Tagliare la zucca a fettine sottili,  friggele un pò per volta  in olio extravergine d'oliva (come si farebbe con le patatine). Rimetterle poi tutte insieme nella padella (senza olio stavolta) e far saltare  con sale, aceto, pepe e rosmarino. Far raffreddare e poi adagiare nella pasta di pane precedentemente preparata (farina, acqua, lievito, sale: impastare e lasciar lievitare) spolverare di formaggio (pecorino a parmiggiano a piacere) e infornare.


Con la pasta di pane avanzata ho fatto dei panini,...ma...questa è un'altra storia ;)


Alla prossima!!!!